Nel 2023 la consigliera nazionale Irène Kälin ha depositato la mozione 23.3406, intitolata «Non porre fine artificialmente all’esenzione dalla partecipazione ai costi per tutte le prestazioni direttamente legate alla maternità».

Chiedeva una modifica della LAMal affinché i problemi di salute direttamente legati alla maternità o al parto fossero esentati dalla partecipazione ai costi fino a un massimo di un anno dopo il parto.

La mozione di Irène Kälin partiva proprio dalla constatazione che problemi di salute direttamente legati alla maternità o al parto possono essere riscontrati o trattati dopo queste otto settimane. Il testo citava in particolare i prolassi dell’utero o della vescica, nonché il caso di un intervento per rimuovere residui placentari che, per motivi organizzativi, avvenisse dopo il 56° giorno. L’obiettivo era evitare che il momento in cui un trattamento può essere eseguito determinasse da solo se la paziente debba o no partecipare ai costi.

Perché il Consiglio federale si è opposto?

Il Consiglio federale aveva raccomandato di respingere la mozione.

Ha avanzato diversi argomenti. In primo luogo, riteneva che il periodo di otto settimane corrisponda generalmente al tempo di recupero fisiologico dopo un parto, che situava tra sei e otto settimane. Rilevava inoltre che questa durata di otto settimane si ritrova in altre disposizioni legali, in particolare per quanto riguarda l’assicurazione facoltativa d’indennità giornaliera e il divieto di occupare le puerpere durante le otto settimane successive al parto.

In secondo luogo, il Consiglio federale riteneva che, con il passare del tempo, diventi sempre più difficile stabilire quali problemi di salute siano direttamente legati a una gravidanza o a un parto. A suo avviso, la soluzione proposta avrebbe potuto portare a un’applicazione diversa a seconda delle prestazioni e compromettere la parità di trattamento tra le persone assicurate.

L’11 settembre 2024 il Consiglio nazionale ha infine respinto la mozione con 127 voti contro 61 e 2 astensioni.

Lo stesso giorno il Consiglio nazionale ha respinto anche un’altra mozione di Irène Kälin, la 23.3405 «Partecipazione ai costi per la riabilitazione post parto». Questa chiedeva che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie partecipasse, fino a un massimo di 300 franchi, ai costi di un corso di riabilitazione del pavimento pelvico dopo il parto. È stata respinta con 111 voti contro 76 e 3 astensioni.

Allora perché tornare sull’argomento?

Perché dietro le disposizioni legali e i dibattiti parlamentari ci sono esperienze vissute.

Le mie domande sono nate da una situazione molto concreta: un conteggio di 98.85 franchi per due sedute di fisioterapia del pavimento pelvico effettuate più di otto settimane dopo il mio parto. Queste sedute non erano escluse dall’assicurazione di base, ma erano di nuovo soggette alla partecipazione ai costi perché fuori termine.

Ho raccontato questa esperienza a caldo sui social. Da allora ho ricevuto decine di testimonianze di donne che raccontano cure ancora necessarie dopo otto settimane: riabilitazione del pavimento pelvico, dolori o complicazioni persistenti, trattamenti effettuati più tardi o, semplicemente, un recupero che non corrisponde al calendario amministrativo.

Nel frattempo ho preso contatto con le consigliere nazionali Irène Kälin e Sophie Michaud Gigon, quest’ultima anche segretaria generale e direttrice della Fédération romande des consommateurs.

Nei nostri scambi, entrambe mi hanno incoraggiata a continuare a raccogliere testimonianze. Queste esperienze possono oggi fornire una documentazione concreta e aggiornata di ciò che vivono le donne dopo il 56° giorno.

Raccogliere queste testimonianze, strutturarle e documentare con precisione le situazioni vissute potrebbe dare più sostanza a una nuova discussione sul tema a Berna.

È proprio uno degli obiettivi di 56 Days: fare in modo che queste esperienze non restino isolate in commenti o messaggi privati. Raccoglierle. Documentarle. Capire meglio cosa succede dopo il 56° giorno. E dare a queste realtà un posto nel dibattito pubblico.

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Per il dibattito parlamentare sulla mozione di Irène Kälin: Parlamento svizzero